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Grande autoemotrasfusione (GAE) con ossigeno-ozono: procedura, prove e limiti

In sintesi. La grande autoemotrasfusione (GAE) prevede il prelievo di sangue venoso della stessa persona, il contatto con una miscela dosata di ossigeno e ozono medicale in un sistema dedicato e la reinfusione del sangue. Prima di valutarla servono una diagnosi, un obiettivo clinico e la discussione delle alternative.

GAE: aspetti da chiarire prima della procedura
AspettoChe cosa sapere
Tipo di proceduraPrelievo, contatto del sangue con ossigeno-ozono e reinfusione alla stessa persona.
AccessoÈ necessario un accesso venoso adeguato.
Durata e seduteVariano secondo il protocollo e il quadro clinico; il medico le illustra prima di iniziare.
ObiettivoDeve essere definito per una diagnosi specifica e rivalutato con esiti pertinenti.

Come si svolge la grande autoemotrasfusione?

  1. Valutazione: il personale sanitario esamina diagnosi, anamnesi, farmaci, eventuali esami e idoneità dell’accesso venoso.
  2. Prelievo: il sangue viene raccolto con dispositivi monouso idonei e secondo le procedure adottate dalla struttura.
  3. Contatto e reinfusione: la miscela medicale viene posta a contatto con il sangue nel sistema dedicato; il sangue è poi reinfuso alla stessa persona attraverso l’accesso venoso.

Volumi, concentrazione, durata e numero di sedute non sono uguali per tutti. Questa procedura non equivale a un’iniezione endovenosa diretta della miscela gassosa.

Qual è la differenza dalla piccola autoemoterapia?

Nella piccola autoemoterapia viene prelevata una quantità minore di sangue e, dopo il contatto con la miscela, la somministrazione è generalmente intramuscolare o sottocutanea. Nella GAE il sangue trattato viene invece reinfuso per via venosa. Tecniche differenti richiedono valutazioni e prove distinte.

Per quali condizioni è stata studiata la GAE?

Alcune ricerche riguardano diagnosi specifiche. Hu e colleghi hanno studiato la GAE aggiunta ai farmaci nella nevralgia post-erpetica. Tertemiz e colleghi hanno esaminato retrospettivamente pazienti con fibromialgia, confrontando i dati prima e dopo il trattamento senza un gruppo di controllo. Questi studi non dimostrano che la GAE sia utile per tutte le persone con dolore cronico.

I meccanismi biologici proposti, come la risposta dei componenti del sangue allo stress ossidativo, non dimostrano da soli un beneficio clinico su stanchezza, microcircolo, difese immunitarie o invecchiamento. La GAE non sostituisce le cure indicate per la malattia di base.

Rischi, effetti indesiderati e valutazione delle controindicazioni

Il prelievo e la reinfusione possono causare fastidio, lividi o difficoltà nell’accesso venoso; come per ogni procedura con accesso vascolare, occorre gestire anche rischi quali infezione e reazioni correlate alla procedura. La tollerabilità non è identica per tutti.

Prima della GAE è necessario riferire al medico un eventuale deficit di G6PD (favismo), disturbi tiroidei, gravidanza, patologie cardiovascolari, problemi della coagulazione e farmaci come gli anticoagulanti. Il medico stabilisce quali verifiche siano necessarie e se condizioni individuali rendano la procedura non appropriata. La descrizione non sostituisce l’elenco delle controindicazioni e il consenso informato per il caso specifico.

Domande frequenti e domande da portare alla visita

La GAE fa male?

Il prelievo e la reinfusione richiedono un accesso venoso e possono causare fastidio nella sede di puntura. Chiedi al medico quali sensazioni e complicazioni siano possibili nel tuo caso.

Quanto dura una seduta e quante sedute servono?

Non esiste una durata o un numero di sedute valido per ogni persona. Il programma dipende dall’indicazione, dal protocollo e dalla rivalutazione dei risultati.

È efficace per stanchezza o “potenziare le difese”?

Le fonti citate qui non dimostrano un beneficio generalizzabile per queste richieste. Serve chiarire la causa dei sintomi e considerare gli interventi con prove pertinenti.

  • Quale diagnosi e quale risultato clinico intendiamo monitorare?
  • Quali trattamenti di prima linea hanno prove migliori per il mio caso?
  • Quali fattori personali aumentano i rischi o escludono la procedura?
  • Quando e come valuteremo se il percorso è stato utile?

Prima visita e costi presso la sede di Torino

La prima visita medica presso Antalgic Clinic, Lungo Dora Pietro Colletta 67, 10153 Torino, costa 100 €. Indicazione, eventuale programma e costo della GAE vengono definiti con il medico dopo la valutazione. Per informazioni: 011 044 7357 oppure [email protected].

Bibliografia ragionata: studi clinici, meccanismi e documenti di pratica

  1. Hu B. e coll. The effect and safety of ozone autohemotherapy combined with pharmacological therapy in postherpetic neuralgia. J Pain Res. 2018. PMID: 30214273. Studio randomizzato su 98 persone con nevralgia post-erpetica: confronta GAE più terapia farmacologica con soli farmaci e misura dolore e qualità di vita. Utile per quel confronto; non prova efficacia della GAE da sola né in altre diagnosi.
  2. Tertemiz O. F. e coll. Effect of major ozone autohemotherapy in fibromyalgia syndrome: a retrospective study. PeerJ. 2025;13:e20475. DOI: 10.7717/peerj.20475. Osserva retrospettivamente pazienti con fibromialgia prima e dopo la GAE: aiuta a formulare domande di ricerca, ma senza gruppo di controllo non attribuisce con certezza i cambiamenti alla procedura.
  3. Bocci V., Zanardi I., Travagli V. Ozone acting on human blood yields a hormetic dose-response relationship. J Transl Med. 2011;9:66. DOI: 10.1186/1479-5876-9-66. Discute i meccanismi biologici proposti quando il sangue entra in contatto con l’ozono e la relazione con la dose. È utile per comprendere il razionale; non è una prova di beneficio clinico per stanchezza, fibromialgia o altre diagnosi.
  4. ISCO3. Major Autohemotherapy, documento tecnico, 2016. Descrive materiali e passaggi della procedura secondo un comitato professionale di ozonoterapia. È utile per comprendere la tecnica; non è una linea guida sanitaria nazionale né uno studio sull’efficacia.
  5. World Federation of Ozone Therapy (WFOT). São Paulo Declaration: Good Clinical Practices in Medical Ozone Treatment, presentazione del documento, 2025. Presenta una proposta professionale di procedure e concentrazioni condivise. Può orientare la lettura dei protocolli, ma non equivale a una raccomandazione di un’autorità sanitaria né dimostra un beneficio per una patologia specifica.

Responsabile medico: Dott. Giulio Maria Maggi, Medico chirurgo · Ordine di Torino n. 20595. Revisione clinica validata dal Dott. Giulio Maria Maggi il 29 settembre 2026.